Auto elettriche: quando l’energia pulita raggiunse i 5.816 metri

C’è un cratere che svetta nel cuore della Bolivia, nel parco nazionale Eduardo Avaroa, a due passi dal confine con il Cile. È il vulcano Uturuncu: 6.008 metri di roccia, vento e silenzio. Un tempo era solo un luogo remoto. Poi, il 18 maggio del 2022, è diventato un simbolo. Perché proprio lì, a 5.816 metri d’altitudine, una Volkswagen ID.4 GTX ha firmato un nuovo record mondiale per auto elettriche. Nessuna vettura a zero emissioni era mai salita così in alto. A guidarla, Rainer Zietlow, esploratore tedesco e volto del progetto Challenge4. A renderlo possibile, l’energia rinnovabile fornita da un’infrastruttura costruita con precisione millimetrica. Il supporto tecnico e logistico arrivava da una rete di colonnine Enel X Way, installate strategicamente lungo il tragitto. Il risultato fu un’impresa tecnica, umana e narrativa. Una storia che non riguarda solo i cavalli di potenza, ma anche la volontà di dimostrare che le auto elettriche possono affrontare territori estremi se hanno alle spalle un’infrastruttura seria, visione industriale e scelte sostenibili.

Quando la tecnologia sfida l’aria sottile

L’elettrico in alta quota non si comporta come un motore termico. Mentre quest’ultimo soffre la rarefazione dell’ossigeno e perde efficienza man mano che si sale, un motore elettrico rimane performante anche sopra i cinquemila metri. Il motivo è semplice: non ha bisogno di ossigeno per generare potenza. Non brucia carburante, non emette gas. Funziona attraverso corrente elettrica e può sfruttare i sistemi di recupero in discesa per rigenerare energia durante il rientro. Su salite sterrate, ripide e irregolari, come quelle che conducono alla cima dell’Uturuncu, la trazione integrale elettrica della ID.4 GTX ha fatto la differenza: una coppia immediata, fluida, capace di adattarsi in tempo reale alle variazioni del terreno.

Il viaggio verso la cima ha richiesto quattro ore e venti minuti, ma non si è trattato solo di una prova di resistenza. È stata una dimostrazione concreta di come la mobilità sostenibile possa operare anche dove, storicamente, si riteneva impossibile muoversi senza combustibili fossili. Nessun fumo di scarico, nessun rumore che rompesse il silenzio dell’altopiano andino. Solo la determinazione di un team, la qualità progettuale di un’auto e l’affidabilità di una rete di ricarica elettrica firmata Enel.

I vantaggi delle auto elettriche in quota

In condizioni ambientali difficili come quelle d’alta montagna, un veicolo elettrico può offrire numerosi benefici operativi:

  • Assenza di perdita di potenza: il motore elettrico non risente della minore densità dell’aria

  • Recupero energetico in discesa: grazie al sistema di frenata rigenerativa

  • Emissioni zero: ideale in ecosistemi fragili e protetti

  • Silenziosità totale: nessuna interferenza con il paesaggio naturale

  • Affidabilità meccanica: meno componenti soggetti a usura rispetto a un motore termico

In un mondo che guarda sempre più all’energia pulita, questo tipo di impresa rappresenta molto più di una performance ingegneristica: è una metafora concreta di ciò che significa oggi scegliere una mobilità a impatto zero. Non solo per i centri urbani, ma anche per i percorsi più remoti, le spedizioni scientifiche, le attività turistiche d’alta quota.

Dati tecnici e tabella del record

A rendere possibile questa scalata storica è stato un insieme sinergico di fattori: una vettura ad alte prestazioni, un’infrastruttura di ricarica solida, e una pianificazione accurata. Di seguito i dati reali dell’impresa:

Elemento Dettaglio
Altitudine raggiunta 5.816 metri
Località Vulcano Uturuncu, Bolivia
Data del record 18 maggio 2022
Durata dell’ascesa Circa 4 ore e 20 minuti
Veicolo utilizzato Volkswagen ID.4 GTX
Tipo di alimentazione 100% elettrica
Trazione Integrale (due motori elettrici)
Potenza 220 kW / 299 CV
Batteria 77 kWh, capacità netta
Autonomia dichiarata Circa 480 km in ciclo WLTP
Infrastruttura di ricarica Colonnine Enel X Way installate sul percorso

Le Enel X charging station sono state fondamentali per portare a termine con successo il progetto: installate in punti nevralgici lungo il cammino, hanno garantito ricariche sicure e rapide, in luoghi dove le fonti fossili avrebbero richiesto logistica complessa e inquinante. Questo modello operativo – ricariche distribuite, pianificate e affidabili – è esattamente ciò che oggi permette di guardare alla transizione energetica con fiducia concreta.

Dalle Ande all’Europa: perché questo record riguarda tutti

L’impresa boliviana non è solo un primato. È una lente d’ingrandimento sul futuro. Perché dimostra come un’auto elettrica, alimentata esclusivamente da energia rinnovabile, possa affrontare sfide ambientali estreme mantenendo efficienza, autonomia e affidabilità. Ma soprattutto ci aiuta a comprendere cosa serve – davvero – per abbandonare il motore termico senza rimpianti. E, in quel “davvero”, ci sono i nodi chiave della mobilità del presente: la diffusione delle infrastrutture, i costi della ricarica, la qualità del servizio e la visione industriale delle grandi aziende dell’energia.

Enel, attraverso Enel X e la sua evoluzione Enel X Way, ha scelto di essere parte attiva di questa rivoluzione. Non come produttore d’auto, ma come abilitatore tecnologico. Le colonnine Enel X installate in Bolivia sono figlie di un’esperienza maturata in tutto il mondo, da Santiago a Roma, passando per le dorsali alpine e le isole. La loro presenza lungo il percorso del record non è un’eccezione, ma il riflesso di una strategia chiara: consentire la mobilità elettrica ovunque, anche oltre i limiti dell’immaginabile.

Come funziona la ricarica elettrica per auto in contesti estremi?

A fare la differenza, in quota, sono tre fattori:

  • Affidabilità della connessione elettrica: ogni colonnina deve essere alimentata da fonte stabile, spesso solare o eolica.

  • Protezione da intemperie e sabbia: le colonnine in Bolivia sono state installate in strutture resistenti a vento, polvere e temperature sotto zero.

  • Compatibilità universale: le Enel X Way sono progettate per adattarsi a ogni tipo di veicolo elettrico certificato.

Ecco una tabella che mette a confronto le caratteristiche tecniche delle colonnine Enel X Way usate in questa impresa con quelle normalmente installate in ambito urbano:

Parametro Enel X Way – Bolivia Enel X Way – Urban
Alimentazione Solare + storage Rete elettrica locale
Potenza media 22 kW 22 kW – 50 kW
Protezione climatica IP66 / resistente sabbia IP54 / resistente pioggia
Sistema di gestione Remoto via rete satellitare App + rete 4G/5G
Tempo medio ricarica ID.4 (80%) ~6 ore ~4-5 ore

Ma quanto costa davvero ricaricare un’auto elettrica?

Uno dei temi più discussi tra i futuri e gli attuali possessori di auto elettriche riguarda il costo effettivo di una ricarica. È una domanda semplice, ma la risposta cambia molto a seconda di:

  • Dove si ricarica: a casa, in colonnina pubblica, in autostrada?

  • Con quale potenza: 7 kW domestici o 50 kW in ricarica rapida?

  • Con quale contratto: a consumo o con abbonamenti flat?

In media, per un’auto elettrica come la ID.4 (batteria da 77 kWh), la ricarica completa in Italia può costare:

  • Circa 10–12 € a casa, con energia domestica a tariffa base

  • Tra 25 e 40 € in colonnina pubblica veloce (a consumo)

  • Meno di 20 € con piani flat tipo Enel X Way JuicePass

In Bolivia, il costo è stato abbattuto quasi a zero grazie all’utilizzo di fonti rinnovabili dirette, principalmente solare, stoccato in accumulatori. Ed è questo il senso più profondo dell’impresa: quando l’infrastruttura si affranca dai combustibili fossili, la mobilità non è solo sostenibile – è anche più equa.

Lezioni per il futuro: non basta costruire macchine elettriche, servono ecosistemi

L’impresa andina funziona da laboratorio all’aperto per tutto il settore automotive e per le aziende dell’energia. E l’insegnamento più importante riguarda la relazione tra veicolo e territorio. Non basta costruire un mezzo efficiente: bisogna garantirgli le condizioni per operare.

Enel, in questo senso, ha mostrato il potenziale di una visione di lungo termine: infrastrutture scalabili, tecnologia open, collaborazione con soggetti locali e logica di sostenibilità.

Oltre il record: simboli, futuro e concretezza dell’elettrico

Raccontare un’impresa come quella di Rainer Zietlow e della sua Volkswagen ID.4 GTX, spinta da energia rinnovabile fino a 5.816 metri d’altitudine, non è solo cronaca. È dare voce a un nuovo lessico della mobilità: quello in cui l’auto elettrica non è più un’alternativa sperimentale, ma una realtà capace di dominare anche i contesti più estremi. Ed è proprio nella simbologia di quell’altitudine – il vulcano Uturuncu, in Bolivia – che si rivela la portata epocale di questo viaggio.

Quel che è accaduto sulle Ande non è una campagna pubblicitaria, né una dimostrazione sterile di tecnologia. È una narrazione umana e tecnica, che mostra come l’autonomia energetica, la progettazione sostenibile e l’infrastruttura intelligente siano oggi strumenti concreti per affrontare non solo le vette geografiche, ma anche quelle del cambiamento climatico.

Cosa racconta davvero questo record?

Quella che all’apparenza può sembrare un’impresa per pochi, in realtà offre lezioni trasversali che riguardano molti. Ecco perché questo record di altitudine va letto anche come:

  • Test di resistenza per la mobilità elettrica in ambienti ostili, dove l’ossigeno è scarso e le condizioni climatiche mutevoli.

  • Conferma della validità delle ricariche intelligenti, anche in luoghi remoti.

  • Manifesto di una nuova mentalità energetica, che rompe la dipendenza dal fossile.

  • Prova tangibile del ruolo centrale delle energie rinnovabili nell’industria automobilistica del futuro.

Non è un caso che a supportare l’impresa ci fosse Enel X Way: azienda leader nelle infrastrutture per la mobilità elettrica, con un portfolio che si estende dalle metropoli europee agli altipiani sudamericani.

Come cambia l’auto elettrica: modelli, motori e missioni

Dall’utopia alla concretezza: l’auto elettrica non è più una promessa da salone, ma una compagna di viaggio in grado di affrontare anche le salite più dure – letteralmente. E se l’impresa della ID.4 sulle pendici del vulcano Uturuncu ha acceso i riflettori, a fare la differenza ogni giorno sono i modelli che percorrono le nostre strade: SUV elettrici, citycar compatte, berline eleganti. C’è un’evoluzione tecnica in corso, e non riguarda solo le batterie o l’autonomia.

Ecco come sta cambiando l’elettrico oggi:

  • I nuovi modelli di auto elettriche offrono autonomie fino a 600 km reali.

  • Le tecnologie di ricarica rapida stanno abbattendo i tempi sotto i 30 minuti.

  • Il prezzo medio di un’automobile elettrica è in progressiva discesa, grazie agli incentivi.

  • Le colonnine Enel X e i sistemi smart consentono una gestione dinamica della ricarica.

Voce chiave Situazione 2025
Modelli di auto elettriche Oltre 150 in commercio in Europa
Tempo medio di ricarica 28 minuti (fast charging 100 kW)
Costi medi di ricarica Da 0,25 €/kWh a 0,69 €/kWh a seconda della potenza
Reti di ricarica Enel X Way e altri operatori coprono tutto il Paese

Ecco perché parlare di energia elettrica e di elettrico oggi significa anche interrogarsi su scelte di consumo, mobilità, responsabilità ambientale. È un lessico nuovo, sì, ma che sta diventando sempre più nostro.

Dalla Bolivia all’Italia: cosa può fare un partner locale

Chi pensa che tutto questo sia lontano, sbaglia. L’infrastruttura che ha permesso al SUV elettrico tedesco di raggiungere le Ande è la stessa che Enel X, insieme ai suoi partner italiani, sta costruendo da anni lungo la penisola. Ecco una tabella comparativa tra i dati boliviani e quelli italiani:

Parametro Bolivia (Uturuncu) Italia (media nazionale)
Rete Enel X attiva 1.200 km circa Oltre 20.000 km
Colonnine operative 4 Oltre 21.000 punti di ricarica
Energia da fonte rinnovabile 100% 37% circa (in crescita)
Accesso pubblico tramite App
Partner locali Sì – tra cui LDR Power

Come si vede, l’impresa estrema boliviana ha potuto contare sulla stessa tecnologia che, in Italia, è già quotidianamente al servizio di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.

E chi rende possibile tutto questo, concretamente? Chi garantisce manutenzione, assistenza tecnica, consulenza e installazione anche nei Comuni più piccoli o nelle aree industriali più complesse?

LDR Power: dove finisce l’altitudine, comincia la prossimità

LDR Power non è un’azienda qualsiasi. È partner ufficiale di Enel, e per questo contribuisce – ogni giorno – a portare sul territorio italiano quell’infrastruttura invisibile e fondamentale che consente all’auto elettrica di non essere un lusso, ma una scelta razionale e sostenibile.

Dalle colonnine di ricarica pubbliche ai sistemi aziendali integrati, dal supporto alle famiglie che vogliono ricaricare in casa fino alla progettazione di reti per flotte e PMI, LDR Power è il punto di contatto tra visione globale e applicazione locale.

Ecco cosa fa, oggi, LDR Power per l’elettrico in Italia:

  • Installa e gestisce colonnine di ricarica con tecnologia Enel X Way.

  • Offre consulenze energetiche personalizzate per clienti privati e aziende.

  • Accompagna gli enti pubblici nella transizione verso la mobilità sostenibile.

  • Promuove soluzioni di ricarica alimentate da energie rinnovabili certificate.

Scegliere il futuro, ogni giorno

Oggi, a oltre 5.800 metri d’altitudine, una macchina ha scritto una pagina nuova della mobilità sostenibile. Eppure, non serve scalare un vulcano per contribuire alla transizione ecologica. A volte basta scegliere dove e come ricaricare la propria auto. O a chi affidarsi per farlo nel modo più intelligente.

Se anche tu vuoi portare energia consapevole nei tuoi spostamenti, LDR Power è il partner che fa per te.

Progettiamo insieme la tua infrastruttura di ricarica, su misura e ad alto tasso di innovazione.

Contattaci o vieni a trovarci nei nostri Sep sparsi in tutta Italia.

Domande frequenti sulle auto elettriche

Quanto costa ricaricare un’auto elettrica?

Il costo della ricarica di un’auto elettrica dipende da diversi fattori: il tipo di colonnina utilizzata (AC o DC), la tariffa del fornitore, il momento della giornata e il luogo. In media, con una colonnina pubblica in corrente alternata (AC), si spendono tra i 0,45 e i 0,60 €/kWh, mentre per la ricarica rapida in corrente continua (DC) il costo può superare i 0,70 €/kWh. In ambito domestico, invece, i costi si abbassano sensibilmente, soprattutto se si sfruttano le tariffe biorarie o si installano impianti fotovoltaici.

Qual è l’autonomia reale di un’auto elettrica?

L’autonomia di un’auto elettrica varia in base al modello, allo stile di guida, alle condizioni climatiche e al tipo di percorso. Se un veicolo dichiara 500 km di autonomia WLTP, in condizioni reali si può scendere a 350-400 km, specialmente in inverno o in montagna. I SUV più efficienti, come la Volkswagen ID.4 GTX del record boliviano, garantiscono comunque percorrenze sufficienti anche per lunghi tragitti.

Quanto dura la batteria di un’auto elettrica?

Le batterie moderne agli ioni di litio durano in media 8-10 anni, o circa 1.000 cicli di ricarica completa. Tuttavia, la maggior parte dei costruttori garantisce le batterie per almeno 160.000 km o 8 anni. Alcuni studi reali mostrano che la degradazione è molto più lenta del previsto, con perdite contenute anche dopo 250.000 km.